Da Irma Testa a Emanuela Audisio: lo sport è narrazione

Ieri sera Butterfly e Irma Testa, domani mattina Mexico 78 e Emanuela Audisio.

C’è un filo sottile, e potente come la narrativa nello sport, che unisce “Butterfly”, seconda opera di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman incentrata sulla figura della boxeur Irma Testa, prima donna del suo sport a partecipare ai giochi Olimpici (Rio, 2016) a “1968. Sport & Revolution”, il documentario di Emanuela Audisio e Matteo Patrono, che racconta e ricostruisce quei giochi rivoluzionari di Città del Messico 1978.

Il primo è stato presentato in concorso ieri alla Festa del Cinema di Roma (sezione “Alice nella Città”), il secondo andrà in onda domani mattina alle 11.40 su La7.

 

 

 

“Butterfly”, che comunque fa del ring una metafora della vita, riesce a tenersi lontano dalla retorica e dall’enfasi dei filmoni più celebrati, così come “1968. Sport & Revolution” promette che quella coscienza politica dello sport – una delle immagini più famose del ‘900 è quella di Tommie Smith e John Carlos in piedi sul podio olimpico dei 200 che ascoltano l’inno americano con le medaglie al collo: guanto nero, testa bassa, pugno alto – non distragga dall’intento degli autori di raccontare l’evoluzione tecnica e tecnologica di quella Olimpiade.

 

In entrambi casi, due sport-telling da non perdere.

 

Il servizio del TG2 su Irma Testa e il documentario Butterfly

http://www.tg2.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8b196eb9-e938-4f2a-a4aa-cc51b5b37e53-tg2.html

 


 

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