L’uva di Carletto e Kasia che si commuove guardando le Olimpiadi – 6/2018

Ancelotti definisce la solidarietà contadina. La Smutniak conquistata dallo sport nella sua veste migliore. E la poetica (rischiosa) di uno sci che non c’è più, quando lo slalom era fra balle di paglia e alberi intorno.

 

Questa settimana abbiamo scelto per voi questi hashtag

  • #CURVA
  • #IPERATTIVITÀ
  • #SACRIFICI
  • #CHIODI
  • #UVA
  • #ENERGIE
  • #POESIA

Scopriamo insieme perché.

 

#CURVA

“Non do mai nulla per scontato. Vincere dà dipendenza. Conquistare titoli è bello, ma è solo la conseguenza. Essere in testa all’ultima curva è la più bella sensazione del mondo”

(Jonathan Rea a Mario Salvini)

 

#IPERATTIVITÀ

“Mi piace fare di tutto e di più, voglio avere sempre giornate occupate, devo sempre avere qualcosa da fare, perché se mi ritrovo concentrata su una cosa sola, ho un picco negativo che non mi aiuta”.

(Ilaria Cusinato a Stefano Arcobelli)

 

#SACRIFICI

“Mi inchiodo davanti alla TV durante le Olimpiadi e piango come una pazza ad ogni medaglia vinta. Penso a tutti i sacrifici, alle storie che ci sono dietro, è bellissimo. E’ lo sport nella sua veste migliore. E’ una cosa che mi commuove”

(Kasia Smutniak a Elisabetta Esposito)

 

#CHIODI

“Operato una prima volta, non è andata bene. Poi ho sottovalutato la questione giocandoci sopra. Da quando mi hanno inserito due chiodi, la mano è più stabile. Era un intervento necessario che avrei dovuto fare molto prima”

(Alessandro Gentile a Vincenzo Di Schiavi)

 

#UVA

“Quel modo di vivere è figlio della tradizione agricola. L’aiuto reciproco. Mio papà, quando doveva raccogliere l’uva, poteva contare sull’aiuto di tutti gli altri vicini. E quando erano gli altri a raccogliere, mio padre li aiutava. Una solidarietà del vivere”

(Carlo Ancelotti a Walter Veltroni)

 

#ENERGIE

“Io le partite me le godo più ora che a venti anni. Vivo tutto con molta meno ansia e più divertimento, e questo conta tanto anche nel dispendio delle energie durante una partita. Mi pesa di meno affrontare una partita importante”

(Francesca Piccinini a Valeria Benedetti)

 

#POESIA

“Lo sci allora era diverso: le manche duravano anche due minuti, era uno sforzo aerobico, serviva il vero talento. Ora per il 70-80% dipende dal fisico. C’era più poesia. E ci prendevamo anche grossi rischi: scendevi con le balle di paglia e i larici intorno”

(Piero Gros a Mattia Bazzoni)

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