L’inverno noioso e quel brivido delle partite “dentro o fuori” – 3/2019

Marc Marquez racconta le cinque ore al giorno di fisioterapia. Miryam Silla descrive il brivido del primo pallone. E c’è un punto di vista sul razzismo mai ascoltato prima, testimoniato da chi a Chicago ha vissuto una triste esperienza.

Questa settimana abbiamo scelto per voi questi hashtag

    • #BRIVIDO
    • #SACRIFICI
    • #SUCCESSO
    • #ABBIGLIAMENTO
    • #ALTROVE
    • #ROMPIGHIACCIO
    • #NOLE

 

 

 

Scopriamo insieme perché.

 

#BRIVIDO

“Si lavora per arrivare a giocarsi partite da dentro o fuori, per provare le emozioni, il brivido del primo pallone. Alla fine si gioca per quello, no? Anche se ovviamente ci arriviamo stanche, non siamo fatte d’acciaio”.

(Miriam Sylla a Valeria Benedetti)

 

#SACRIFICI

“E’ stato un inverno particolarmente noioso, i tempi di recupero si sono allungati. Ho avuto tanto dolore, ho fatto fisioterapia tutti i giorni per almeno 5 giorni, ho sacrificato il tempo che solitamente dedico in questo periodo alla famiglia”

(Marc Marquez a Giovanni Zamagni)

 

#SUCCESSO

“Mi piace che parlino di me come atleta, dei miei successi e anche delle sconfitte. Sono molto riservata e la vita privata faccio un po’ fatica a mostrarla e a parlarne. Non mi piace stare al centro dell’attenzione, ma ci convivo”

(Lisa Vittozzi a Stefano Arcobelli)

 

#ABBIGLIAMENTO

“Non rinuncerei mai a portarmi degli abiti non sportivi in valigia. Siamo sempre in giro per il mondo, e quindi sempre con l’abbigliamento sportivo, ma i vestiti ‘normali’ mi aiutano a staccare. Anche solo per andare a prendere un caffè”

(Dorothea Wierer a Stefano Arcobelli)

 

#ALTROVE

“C’è razzismo ovunque. A Chicago nelle caffetterie a volte la gente mi guarda male e si siede altrove. In Italia mi dicono stia aumentando, ma io non credo. Sono gli stessi, soltanto che ora non hanno più paura di gridarlo”

(David Moss a Giacomo Iacomino)

 

#ROMPIGHIACCIO

“L’abitudine al freddo è frutto di allenamenti costanti, di mio ci metto la forza di volontà che non ti fa mollare quando vorresti fermarti. La difficoltà maggiore nel ciclismo estremo è proprio la testa: la fatica riesci a gestirla, ma se cedi mentalmente è finita”

(Omar di Felice a Francesco Ceniti)

 

#NOLE

“Ha giocato un metro più avanti rispetto al solito e poi finalmente si è deciso a giocare sul dritto di Rafa, aprendosi così il campo per incidere. Mentalmente è tornato inattaccabile, ha fatto benissimo a mollare il guru e affidarsi nuovamente al team che lo conosce”

(Adriano Panatta a Federica Cocchi)

 

 

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