Non è poi così brutto il fisico del lanciatore di coriandoli – 4/2019

Luca Vitali si accontenta… Da Rizzo alla Folorunso, da Musetti a Bastianini: in pochi caratteri la giovane generazione di atleti italiani dimostra di avere le idee chiare su come immaginano il futuro nel loro sport.

 

Questa settimana abbiamo scelto per voi questi hashtag

    • #CORIANDOLI
    • #PALUDE
    • #ESULTANZA
    • #VELOCITÀ
    • #FIGLI
    • #MUSCOLI
    • #POVERTÀ

 

 

 

Scopriamo insieme perché.

 

#CORIANDOLI

“Vorrei non avere quel bastone nel sedere che mi tiene la schiena così dritta, avere gambe più veloci, saltare di più. Insomma, mi accontento del mio fisico da lanciatore di coriandoli”

(Luca Vitali a Paolo Bartezzaghi)

 

#PALUDE

“So che dovrò gestire la pressione, il primo obiettivo una volta che sarò professionista diventerà quello di uscire in fretta dalla palude della classifica fra il 300 e il 200”

(Lorenzo Musetti a Riccardo Crivelli)

#ESULTANZA

“L’anno scorso uscivo di pista e, quando le gare andavano bene, facevo la camminata dell’egiziano di Sebastian Vettel. A Minsk ho copiato l’esultanza di Kylian Mbappè”

(Matteo Rizzo a Andrea Buongiovanni)

 

#VELOCITÀ

“Non sono nata fenomeno. Ho iniziato perché mi piace muovermi: volevo essere la più veloce della classe, poi della scuola, poi dell’Italia. Voglio diventare la più veloce del mondo!”

(Ayomide Folorunso a Daniela Monti)

 

#FIGLI

“Sembra che di figli ce ne siano quattro ora. Io e mia moglie siamo sempre molto presi con tutti e due. Ma è fantastico. I bimbi mi danno una motivazione enorme in quel che faccio”

(Chris Froome a Ciro Scognamiglio)

 

#MUSCOLI

“In Moto3 dovevo state molto leggero e quindi mangiavo poco. Ora sono diventato un po’ più muscoloso perché ci vuole più forza per gestire la potenza della Moto2”

(Enea Bastianini a Giovanni Cortinovis)

 

#POVERTÀ

“A Calcutta mi ha colpito vedere situazioni di estremo disagio e povertà. Ti fa riflettere, ti fa pensare. E insegna a capire quali siano le priorità nella vita, e dare il giusto valore a ciò che si ha”

(Andreas Seppi a Federica Cocchi)

 

 

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