Elia Viviani

Elia Viviani
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Una vita costantemente sul filo dei millesimi quella dello sprinter: “Noi velocisti siamo come gli attaccanti del calcio, quelli d’area di rigore che devono leggere la situazione di gioco e la traiettoria della palla, inserirsi sottoporta con i tempi giusti, anticipare l’avversario quando è il momento e finalizzare”. Elia Viviani quelle occasioni è riuscito a finalizzarne molte, ed è per questo che è considerato uno dei ciclisti più vincenti della storia moderna italiana. Nel corso della sua carriera è riuscito ad imporsi sia su strada che su pista, collezionando medaglie (ad Europei, Mondiali ed Olimpiadi) e vittorie di tappa nei grandi giri (Tour de France, Giro d’Italia e Vuelta).

Nato il 7 febbraio 1989 a Isola della Scala in provincia di Verona, Elia ha iniziato a praticare sport con i suoi due fratelli che giocavano a calcio, salvo poi avvicinarsi al ciclismo, su consiglio di un amico: “C’era questo mio compagno di classe che andava in bici, ed era unico, strano e diverso, soprattutto per i ragazzi, che a quell’età tendono un po’ tutti in maniera naturale ad uniformarsi. Così ho deciso anch’io di differenziarmi”. Dopo poco tempo Elia ha l’opportunità di partecipare alla sua prima gara, che “ho perso in volata, per di più contro uno che aveva il mio stesso nome, ma da quella rabbia ho capito che avevo scelto lo sport giusto”. 

Nei primi anni di carriera il ciclismo è uno sport puramente individuale, dipende tutto dalla performance del singolo, ed è questo che ha attratto maggiormente il piccolo Viviani, che ha sempre desiderato sentirsi libero (non a caso anche nei suoi trascorsi con il pallone aveva scelto di fare il portiere). Individualità che invece va calibrata nelle corse su strada, quando gli interessi personali devono rispettare le esigenze di squadra. Elia ha sempre gestito molto bene questa sua versatilità: prima utilizzando la pista come palestra per la strada, poi adattando le proprie caratteristiche ad entrambe le categorie, diventando uno dei pochi ciclisti professionisti con il doppio impegno.  

Che sia pista o strada, il minimo comune denominatore di Elia, è la velocità. Per ottenere il picco di velocità, però, soprattutto su strada, è necessario avere il supporto della squadra. “Nel ciclismo di oggi un velocista non vince mai da solo, deve essere protetto e nascosto dai compagni che gli evitano i rischi e poi gli lanciano la volata”. Velocità che è necessaria per arrivare ad un’altra “v”, quella di vittoria, che per uno sprinter è linfa vitale: “dobbiamo vincere tante corse per mantenere intatta la fiducia e vincerne altre. Se gli scalatori puntano ai grandi Giri e ai tapponi, noi puntiamo sui numeri. Io non riuscirei a contemplare una stagione senza vittorie, sarebbe fuori dal mondo, andrei in crisi”. Fame di successi che l’ha portato ad essere il ciclista più vincente del 2018: annata che l’ha visto alzare le braccia al cielo per ben 18 volte.   

Dal carattere schivo e riservato Elia ha sempre preferito far parlare i pedali, piuttosto che lasciarsi andare a facili ed illusori proclami. Al termine delle Olimpiadi di Londra 2012, concluse con un “deludente” sesto posto, si è rimboccato le maniche e, dopo quattro anni di sacrifici e duro lavoro, si è presentato ai Giochi Olimpici di Rio in condizioni perfette, che l’hanno messo nelle condizioni di vincere la medaglia d’oro nella categoria dell’Omnium (la gara ad eliminazione).

Da anni Elia è fidanzato con la ciclista Elena Cecchini, alla quale ha dedicato le due vittorie di tappa al Giro d’Italia 2018, “ad Elena che ha sempre creduto in me ed è sempre al mio fianco”. Ma il periodo più bello della coppia, sportivamente parlando, sono stati i recenti Europei di Alkmaar, quando, a poche ore di distanza l’uno dall’altro, hanno conquistato due medaglie nella categoria Elitè. Elena l’argento ed Elia l’oro. Un rapporto nato tra una pedalata e l’altra, che nonostante i numerosi impegni è portato avanti con grande entusiasmo: “Ci vediamo poco” – ha dichiarato Elia – “infatti dobbiamo organizzarci bene i giorni liberi. Di solito ci incontriamo tra Montecarlo ed il Friuli, ma l’importante è riuscire a vedersi”. 

Carriera

Il passaggio a professionista arriva nell’aprile 2010, a ventuno anni, quando viene ingaggiato dalla Liquigas-Doimo, team nel quale ritrova Paolo Slongo, che lo aveva già avuto qualche anno prima nella categoria juniores. In quel team vi erano corridori del calibro di Ivan Basso, Franco Pellizotti e un giovane Sagan: figure che hanno sicuramente aiutato il giovane Viviani. Elia fa il suo esordio tra i professionisti nel Giro di Turchia, nel quale ottiene anche la sua prima vittoria in una tappa. Pochi mesi più tardi si fa notare al grande pubblico conquistando la medaglia d’argento ai Mondiali di pista ad Apeldoorn nella categoria Scratch. Prende parte al Giro delle Fiandre, ma è costretto al ritiro.

L’anno seguente ai Mondiali di Melbourne è considerato uno dei principali favoriti per la vittoria finale, ma cade durante la gara e si procura una microfrattura che lo costringe a saltare anche il Giro d’Italia. Nell’estate dello stesso anno partecipa alle Olimpiadi di Londra e si piazza al sesto posto: “è stata una delusione, eppure sentirmi il solo colpevole di qualcosa andato diversamente da quanto pianificato mi dava una lucida tranquillità nel mettermi al muro. Una sorta di patto inscindibile stipulato con l’unica persona al Mondo alla quale non puoi mentire mai, anche se ti è concesso provarci”. Pochi mesi dopo prende parte alla sua prima grande corsa a tappe alla Vuelta, durante la quale si piazza due volte secondo. 

Nel 2014 fallisce l’appuntamento dei Mondiali su pista, arrivando forse troppo appesantito dalla preparazione. Nello stesso anno partecipa al Giro d’Italia, durante il quale tra febbre e cadute, non riesce a rendere al meglio. Si riscatta agli Europei di Glasgow, quando conquista la medaglia d’oro nell’inseguimento a squadre e l’argento nell’Omnium. A fine stagione passa così al Team Sky, con il quale conquista subito la sua prima vittoria al Giro d’Italia, nella seconda tappa con arrivo a Genova. Durante la seconda metà dell’anno ottiene sei successi: una all’Eneco Tour, tre al Tour of Britain e due all’Abu Dhabi Tour.

Il 15 agosto 2016 è il giorno della storia. Elia è a Rio per le Olimpiadi e ha tanta voglia di rivalsa e riscatto. Vuole dimenticare quanto successo quattro anni prima. Al termine di una gara di due giorni riesce a vincere la medaglia d’oro, nella categoria Omnium, davanti a Mark Cavendish. “In quel momento ripensi a ciò che è andato male in precedenza” – ha dichiarato Elia a fine gara – “ai tanti sacrifici fatti. Ti rendi conto di essere arrivato ad uno dei punti più alti della carriera, una serie di emozioni indescrivibili. Un successo olimpico è qualcosa che non si può spiegare”.

Nel 2018 ha conquistato quattro tappe al Giro d’Italia che gli hanno permesso di aggiudicarsi la classifica finale a punti e la conseguente maglia ciclamino. Conclude poi l’anno con la vittoria ai Campionati Italiani. L’anno successivo non riesce a difendere la maglia ciclamino, anzi è costretto al ritiro dalla competizione. Il riscatto però è alle porte, infatti partecipa al Tour de France, con l’obbiettivo di vincere almeno una tappa. A Nancy ha l’occasione giusta, e non la spreca: lanciato splendidamente dai suoi compagni di squadra taglia per primo il traguardo. Con questo successo è diventato il 94° corridore di sempre ad aver vinto almeno una tappa nei tre Grandi Giri, il 18° in attività. Chiude al meglio la stagione con la medaglia d’oro agli Europei su strada nella gara in linea.

Nelle prossime stagioni tra i tanti obbiettivi di Elia ci sarà l’Olimpiade di Tokyo 2020 e la superclassica della Milano-Sanremo, che ancora non fa parte della sua ricca bacheca. 

Palmares

Olimpiadi: Oro Rio de Janeiro 2016, categoria Omniun

Mondiali su pista: Argento Apeldoorn 2011, categoria Scratch

Europei su pista:

-Oro Alpedoorn 2013, classifica a punti

-Oro Alpedoorn 2013, categoria Omnium

-Oro Glasgow 2018, categoria Ins. a squadra

-Argento Glasgow 2018, categoria Omnium

Europei su strada: oro Alkmaar 2019, categoria In Linea

Giro d’Italia: 5 vittorie di tappa + 1 maglia ciclamino (2015-2018)

Tour de France: 1 vittoria di tappa (2019)

Vuelta: 3 vittorie di tappe (2018)

Tour of Britain: 5 vittorie di tappa (2013-2015-2017)

Classica di Amburgo: 3 vittorie (2017-18-19)

Tour of Dubai: 1 vittoria classifica generale (2018)

Prudential Ride London 2019