Gianmarco Tamberi

Gianmarco Tamberi
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“Lo stile è immagine della personalità”. L’inciso di Edward Gibbon incarna perfettamente le caratteristiche di Gianmarco Tamberi, che di stile e carattere ne ha fatto un suo tratto distintivo. Gimbo, infatti, è riuscito ad abbinare ai suoi successi sportivi una personalità e un’immagine fuori dalle righe, diventando una delle figure più riconoscibili dello sport italiano.

Nella famiglia Tamberi il salto in alto è una tradizione che si è tramandata di generazione in generazione. Il papà Marco è stato un ottimo saltatore in alto, finalista alle Olimpiadi di Mosca nel 1980, ed ha trasmesso la sua passione per il volo oltre l’asta al figlio Gianmarco. Amore e odio quello con il padre. “Per una parte della mia carriera vedevo solo lui” ha ammesso Gimbo “vivevo con lui e mi allenavo tutto il giorno sotto la sua supervisione, era una situazione difficile. Mi sono ritrovato quando sono andato a vivere da solo e ho trovato nuovi stimoli. Ho apprezzato nuovamente il lavoro che fa papà, e ritengo che non ci sia allenatore migliore di lui in Italia”.

Il papà però non è la sola figura sportiva della famiglia Tamberi, infatti il fratello di Gimbo, Gianluca, è stato campione italiano del lancio del giavellotto, nonché una delle più grandi ispirazioni per il piccolo Gianmarco, che sognava tutti i giorni di potersi confrontare con lui e cercare di batterlo.

La carriera di Gimbo, come succede nel salto in alto, nel momento del suo picco ha subìto un’improvvisa e brusca caduta. Nel 2016 Gianmarco si è presentato, da Campione Europeo e Mondiale (indoor) in carica, al Meeting Internazionale di Montecarlo. In questa rassegna Gimbo è riuscito a stabilire il nuovo record italiano, fissando l’asticella a 2,39 metri. Nel tentativo successivo, galvanizzato dal precedente risultato, ha cercato di superare quota 2,41: nella fase di lancio, però, è stato fermato da una fitta alla caviglia. La dinamica dell’infortunio è sembrata fin da subito grave, e sulla faccia di Tamberi è calato un velo di disperazione mista ad amarezza. Con le mani sul volto ha iniziato ad urlare il suo sconforto.

L’esito degli esami del giorno successivo è stato impietoso: lesione al legamento della caviglia sinistra. Risultato: addio alle imminenti Olimpiadi di Rio. “Ridatemi il mio sogno” ha urlato a squarciagola l’atleta azzurro sui suoi profili social nelle ore seguenti all’accaduto. A testimoniare ulteriormente il suo tormento interiore Gianmarco ha dichiarato di “voler poter dire di tornare più forte di prima, ma in questo momento ho solo spazio per le lacrime”. Da quel maledetto momento Tamberi ha iniziato a contare sul calendario i giorni che lo separavano dalla successiva Olimpiade di Tokyo. 1470 giorni.

La riabilitazione di cinque mesi è stata lunga e faticosa ma ha permesso a Tamberi di fermarsi e beneficiare dell’affetto dei suoi cari: “In tanti mi hanno aiutato. Penso a Chiara, la mia ragazza. Poi i miei genitori, il mental coach Luciano Sabatini, i miei fisioterapisti Andrea Battisti, Andrea Benvenuti e Fabrizio Borra”. Oltre l’affetto è stata trasmessa a Gianmarco ancora più carica “infatti nei due mesi successivi all’infortunio mi sono allenato come non mai, anche meglio rispetto alla preparazione olimpica. Non mi sono mai né fermato né arreso”. Lo sguardo sempre fissato in avanti: inseguire il proprio sogno, non fermarsi mai.

Tamberi è un grande appassionato di basket, sport per il quale si era messo in luce con ottimi risultati da giovane e per il quale ha pensato anche di lasciare l’atletica, “infatti la mia passione per il basket è ossessiva. La Nba la segue sempre e sono un tifoso dei Rockets. James Harden è il mio giocatore preferito e ho la sua maglia autografata in camera. Qualche anno fa ho assistito dal vivo ad una partita e ho avuto anche la possibilità di accedere al backstage e vivere il dietro le quinte di una partita. È stata una delle esperienze più entusiasmanti della mia vita”.

Gli interessi di Gimbo non si fermano al basket, infatti è molto attivo anche nel campo della solidarietà, e con Paltrinieri e Datome si è reso protagonista del “GGG”, un evento benefico per l’Ospedale Bambino Gesù di Roma. “Mi sta tanto a cuore” ha dichiarato Gianmarco “perché quando sei un atleta di alto livello non puoi esimerti da queste iniziative. Nel GGG siamo riusciti ad unire tre sport (salto in alto, basket e nuoto) per aiutare i meno fortunati. È stata un’esperienza molto formativa, ci siamo già presi l’impegno di portarla avanti anche nei prossimi anni”.

Carriera

L’inizio della carriera di Gianmarco inizia nel 2011 con i Campionati Italiani Juniores di Bressanone. In occasione di quella gara Gimbo era molto teso e, per sua stessa ammissione “avevo tanta paura di fallire, anche perché non ero al mio meglio fisicamente. Così per gioco decisi di tagliarmi la barba a metà era una sorta di auto-incitamento, come per dirmi di andare in pedana e divertirmi. Mi portò bene, perché migliorai di 10 centimetri il mio record, da 2.14 a 2.25. L’appuntamento successivo agli Europei Juniores di Tallin rifeci la barba per metà e mi misi al collo la mia prima medaglia a livello internazionale. Da quel momento prima di ogni gara mi taglio la barba in quel modo. È il mio rituale”.

L’anno seguente Tamberi partecipa ai Campionati Europei di Helsinki, chiudendo la gara al quinto posto, riuscendo però a migliorare il suo salto passando da 2,20 a 2,25 con un percorso netto. Successivamente prende parte ai Campionati Nazionali Italiani di Bressanone nei quali fa registrare la sua miglior prestazione in carriera, raggiungendo i 2,31 metri.

Nel 2013 si piazza quinto ai Giochi del Mediterraneo, non riuscendo a saltare la misura di 2,24, che però riesce a superare nei Campionati Italiani Assoluti a Milano, quando arriva a 2,25.

Nel 2016 ottiene i risultati più rilevanti: il 4 febbraio 2016 vince il meeting di Banska Bystrica stabilendo il nuovo record italiano indoor con il salto di 2,35, che migliora una decina di giorni dopo in Repubblica Ceca, arrivando a 2.38, che è anche la miglior prestazione mondiale dell’anno. A marzo a livello indoor si aggiudica prima i Campionati Italiani indoor di Ancora con un 2,36 e poco dopo a Portland si laurea Campione Mondiale Indoor con la stessa misura. Conclusa la prima parte di stagione, incomincia la fase outdoor. Al Golden Gala di Roma si classifica al terzo posto con un salto di 2,30 metri. Poco dopo si aggiudica i Campionati Italiani di Rieti, con la seconda prestazione mondiale outdoor della stagione (2,36 m). In occasione dei Campionati Europei di Amsterdam arriva all’altezza di 2,32 metri, misura che gli permette di aggiudicarsi anche il titolo europeo, diventando il primo italiano a conseguire un simile traguardo. A luglio in preparazione delle Olimpiadi, partecipa alla Diamond League di Montecarlo e riesce a migliorare il record italiano, raggiungendo la quota di 2,39 metri. Nell’ultimo salto, nel tentativo di superare 2,41 si infortuna alla caviglia ed è costretto a dire addio al sogno olimpico.

Il 2017 è completamente dedicato alla riabilitazione. Torna a gareggiare nel 2018, quando ottiene il secondo posto nel Meeting Internazionale di Eberstadt in Germania. Ma è nel 2019 che riesce definitivamente a tornare competitivo: prima vince i Campionati Assoluti Outdoor di Ancona saltando 2,32. La stessa misura viene replicata agli Europei Indoor di Glasgow, nei quali Gianmarco si laurea campione europeo.

I suoi prossimi obbiettivi sono gli imminenti Mondiali di Doha e le Olimpiadi di Tokyo dell’anno prossimo, per le quali aspetta una rivincita attesa quattro anni e 1470 giorni.

Palmares

Europei: Oro Madrid 2019 nei 57 kg

Campionati dell’Unione Europea: bronzo Cascia 2017

Europei Juniores: Oro Assisi 2014, bronzo Ungheria 2013

Mondiali Juniores: Oro Albena 2013, Taiwan 2014