Sara Cardin

Sara Cardin
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Presentazione

#eleganceofpower, l’eleganza della potenza.

Potrebbe essere il perfetto titolo di un libro, ma è l’hashtag che Sara Cardin ha scelto per raccontarsi nei suoi profili social. Una descrizione che in due parole spiega le sue caratteristiche principali: raffinata, fine, elegante ma allo stesso tempo forte, “maschiaccio” e agguerrita. Dai magnetici occhi azzurri, Cardin è diventata nel corso degli anni una figura di riferimento del karate italiano, diventandone l’atleta più vincente della storia.

Sara nel corso della sua infanzia a Conegliano, piccolo paesino in provincia di Treviso, ha fatto capire fin da subito ai suoi genitori che non era interessata ai classici sport femminili come la danza e la ginnastica. Il colpo di fulmine con il karate ci fu con un sacco di stracci e lenzuola che suo nonno appese all’albero del giardino di casa e la piccola Cardin incominciò a prendere a calci e pugni. Nonno Danilo che è senza alcun dubbio un punto di riferimento per la karateka azzurra: “È stato lui a farmi avvicinare allo sport, si svegliava la mattina presto per seguire le gare di basket e football americano. Quando andavo a correre sull’argine del Piave lui mi seguiva in bicicletta. Ricordo ancora per una gara mi preparò uno striscione con scritto <<Forza Sara>>”.

All’Olimpiade di Tokyo 2020 verrà introdotto per la prima volta il karate come disciplina olimpica, e questa novità ha modificato i piani di Sara “perché avevo promesso a mia madre di smettere una volta che fossi diventata campionessa del mondo, ma il fascino delle Olimpiadi mi ha fatto cambiare idea velocemente”. Karate che per Sara non è solo sport, ma anche educazione e insegnamento: “Soprattutto l’autocontrollo e il rispetto per l’avversario: che sono due atteggiamenti mentali strettamente collegati tra loro. Ma non solo questo, è uno sport che ti porta a mantenere determinazione, concentrazione e sviluppare anche la capacità di saper leggere le possibili mosse dell’avversario e, di conseguenza, modulare la propria strategia per arrivare alla vittoria. La capacità di adattamento è fondamentale. Poi come tutti gli sport ti sviluppa la voglia di vincere”.

Sara è legata a doppio filo con il karate, perché la passione per lo sport si è allargata al suo allenatore, che è diventato successivamente anche marito: “L’ho conosciuto quando avevo 7 anni: al mio primo allenamento di karate lui era già lì che insegnava. Per me era un maestro ma sin da bambina mi ci affezionai subito. Crescendo è diventato il mio secondo papà, poi amico, confidente. Infine, fidanzato e poi sposo”. La gestione del doppio ruolo, però non ha intralciato la carriera della Cardin anzi “mi dà un aiuto fondamentale, mi riesce sempre a pungolare nel modo giusto. È l’unico uomo che non ho messo al tappeto”.

Uomini con i quali Sara si allena quotidianamente “per una questione di ritmo, ricerco sempre un’intensità più alta in modo tale da poterla trasferire poi in gara. Se dalla televisione sembra che vada più veloce delle mie avversarie è perché mi alleno in modo differente”.

Appassionata di calcio, tifosissima della Juve e fan di Alessandro Del Piero, Sara ha molti interessi al di fuori del tatami. Ha una passione smodata per le macchine sportive, tanto che ha già avuto la possibilità di guidare una Lamborghini, in occasione di uno shooting con il celebre fotografo Guindani. Allo stesso tempo apprezza mettersi i tacchi e si diverte molto anche a ballare. Una versatilità tutta femminile: “Credo che noi tutte siamo stanche di essere rappresentate sempre e solo da modelle esili, posate e composte. Oggi la donna è anche forza ed energia che non significa perdere di femminilità̀, ma mettere in campo, sul tatami come nella vita, anche tantissime altre nostre qualità̀, come tenacia e determinazione. Per quanto mi riguarda, a parte la donna di casa per la quale proprio non sono portata, mi piace abbracciare tutte le possibilità di stare nel mondo”

Carriera

Sara è la più vincente karateka della storia italiana. Ha incominciato a mettersi in mostra a livello internazionale ai Giochi del Mediterraneo nel 2009, quando ha conquistato la medaglia d’argento nella categoria – 50 kg. Ma il risultato che l’ha fatta conoscere definitivamente al pubblico del Karate è la medaglia d’oro degli Europei di Atene dell’anno successivo: in quella competizione Sara si è aggiudicata la medaglia più pregiata nella specialità del Kumite (Combattimento) nella categoria 55 kg, con una serie di incontri perfetti per esecuzione e tecnica. Il clamoroso dato dei sui ultimi incontri recita di un parziale di 26 punti realizzati ed uno solo subito.

Da questa manifestazione Cardin ha incominciato a vincere con una continuità impressionante: nel 2013 ha conquistato la medaglia d’argento negli Europei di Budapest e nel 2014, nel giro di pochi mesi, ha conquistato la medaglia d’oro ai Campionati Europei di Tampere e ai Mondiali di Brema. Successo quest’ultimo che verrà bissato ai Mondiali di Montpellier del 2016 (sempre nella categoria -55 kg).

Agli Europei di Novi Sad 2018 ha conquistato un bronzo individuale, dopo una gara tiratissima con la tedesca Bitsch, grazie ad uno juko a tredici secondi dalla fine dell’incontro che ha fissato il risultato definitivo sul 2/1. Nel corso della stessa rassegna si è aggiudicata la medaglia d’argento nel torneo a squadre.

Nel 2018 in allenamento si è rotta il legamento crociato anteriore della gamba sinistra, che l’ha costretta ad una lunga riabilitazione. “Si è trattato di un movimento assolutamente naturale – ha spiegato il suo allenatore e marito Paolo Moretto -, stava effettuando un cambio di direzione quando si è accasciata a terra lamentando un dolore al ginocchio”. Questo incidente non ha però modificato i piani di Sara che ora è pronta ad affrontare la stagione che la porterà a Tokyo 2020: “l’infortunio mi ha costretto a prendermi una pausa e perdere un po’ il ritmo della gara, ma la riabilitazione è andata per il meglio e sono sicura di arrivare ai Giochi Olimpici nel migliore dei modi”.

Palmares

Mondiali: Medaglia d’oro Brema 2014 (cat. -55 kg), medaglia d’argento Belgrado 2010 (cat. – 55 kg)

Europei: Medaglia d’oro Atene 2010, Tampere 2014, Montpellier 2016 (cat. – 55 kg), medaglia d’argento Budapest 2013, Kocaeli 2017 (cat. -55 kg) + Novi Sad 2018 (a squadre), medaglia di bronzo Novi Sad 2018 (cat. – 55)

Prima nel ranking all time -55 kg della federazione mondiale (cioè atleta dei -55 kg che ha vinto di più di tutte nella storia del karatè mondiale -55), ha vinto il ranking mondiale (K rosso) nel 2014 e nel 2018 (Ranking mondiale annuale-55 ).