Simone Barlaam

Simone Barlaam
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Eclettico. Creativo. Estroverso. Soprattutto veloce. Molto veloce. Nella vita e nel nuoto. Simone Barlaam si autodefinisce “un ragazzo normale con una passione fuori dall’ordinario”. La sua normalità ha però dello straordinario. A soli 19 anni può vantare un curriculum sportivo da primato con il quale è salito sul tetto del nuoto paralimpico mondiale: 7 volte campione del mondo, 4 volte campione europeo, più innumerevoli titoli italiani, è detentore dei record mondiali di velocità nei 50 stile libero, nei 100 stile libero e nei 100 dorso, classe S9. Agli ultimi Mondiali di nuoto di Londra 2019 con i suoi successi – è stato l’atleta italiano più medagliato – ha spinto l’onda azzurra della nazionale italiana che per la prima volta ha vinto la classifica finale del medagliere dei campionati, davanti a colossi come Gran Bretagna, Russia, Cina, Stati Uniti, Australia.

La sua passione per il nuoto gli ha permesso di sentirsi libero e di dimenticarsi della coxa vara e dell’ipoplasia congenita al femore destro, che lo hanno costretto ad avere una gamba più corta dell’altra. Per cercare di colmare questa malformazione e recuperare dalle tredici operazioni a cui è stato sottoposto nel corso dei sui primi anni di vita, ha iniziato a nuotare. La parola arrendersi non è contemplata nel dizionario di Barlaam, perché “fermarsi è come tirarsi una zappa sui piedi e poi si fa più fatica a riprendere”. A dispetto della carta d’identità, che recita 12 luglio 2000, la vita di Simone è già ricca di esperienze e interessi. È figlio di un giornalista de “Il Sole 24 Ore”, corrispondente a New York, dove spesso lo raggiunge per passare un po’ di tempo con lui e di una imprenditrice con un passato da dirigente nell’editoria. Ha una sorella di 16 anni di nome Alice, appassionata di teatro, che ha frequentato i corsi della Nasa per i ragazzi negli Stati Uniti e che sogna di diventare astronauta e di studiare Fisica, in questo momento in Canada, ad Halifax per seguire lì la quarta superiore, ricalcando le ombre del fratello.

Simone, infatti, ha frequentato il quarto anno del Liceo in Australia, dove ha perfezionato l’inglese e si è allenato duramente crescendo come atleta e come persona. La giornata tipo australiana prevedeva una prima sessione di allenamento dalle 5 alle 7 del mattino, poi dalle 8 alle 15 iniziava l’orario scolastico e la sera era programmata anche una sessione di palestra, più un doppio allenamento in acqua. L’unica concessione del suo (poco) tempo libero, erano le grigliate e le gite in spiaggia nei weekend con gli amici. Da exchange student a soli 17 anni ha vinto i suoi primi due titoli mondiali di nuoto a Città del Messico.

Concluso con successo e buoni voti il percorso del liceo scientifico Simone ha superato le selezioni e si è iscritto alla Facoltà di Ingegneria all’Università del Politecnico di Milano, per sfruttare la sua altra grande passione per la progettazione e per il disegno (nella sua pagina Instagram c’è una sezione dedicata ai suoi lavori). Barlaam, infatti, non ha mai nascosto il suo sogno di ideare delle protesi alternative e delle nuove handbike.

Per Simone l’attività paralimpica è importante e va promossa: “ci sono tante storie belle tra gli atleti paralimpici ed è un peccato che non si conoscano. Lo sport paralimpico è uno sport normale con delle aggiunte. Oltre alle gare e ai tempi delle nostre prestazioni quello che facciamo ha anche una funzione sociale: noi siamo qui a dimostrare che non c’è nulla di impossibile, a dire a una mamma a cui è nato un bambino “speciale” che suo figlio può fare quello che vuole.

Mi piace pensare che noi, noi atleti e noi movimento paralimpico, stiamo portando avanti una missione sociale e culturale che porti a modificare la mentalità del nostro Paese. Perché la strada è ancora lunga. Io ho avuto la fortuna di fare un anno di studi in Australia e, credetemi, laggiù è un altro mondo: l’atleta disabile e la disabilità sono vissuti e visti con grande normalità, con grande naturalezza. Laggiù l’atleta, olimpico o paralimpico, è un atleta, punto. Forti della convinzione che tutti abbiamo un punto debole, tutti abbiamo una disabilità: anche se non si vede. E la diversità, è la nostra arma più potente."

Da un punto di vista tecnico Barlaam è dotato di una grande forza e prestanza fisica, che riesce a sfruttare al massimo in piscina e gli ha permesso di raggiungere i numerosi traguardi che ha già ottenuto. Il suo vero punto di forza è la caparbietà, perché una volta fissato un obiettivo, si programma per lavorare duramente, raggiungerlo e superarlo. A tal proposito ne sono una testimonianza i numerosi record del mondo che è riuscito a battere nella sua “giovane” carriera, che gli sono valsi il titolo di “Uomo dei Record” o di “Phelps del paralimpico o come lo ha definito un giornalista della tv inglese: “the smiling killer”.

Carriera

Il primo ricordo agonistico di Simone è una gara nella quale è “arrivato terzo, su tre”, come ricorda sempre lui ironicamente. Per assecondare questa sua passione per il nuoto, si è avvicinato allo sport paralimpico nel 2014 partecipando giovanissimo ai Campionati Italiani Assoluti di Paratriatlon FITRI di Riccione, nella categoria PT2, dove ha subito conquistato il bronzo, a soli 14 anni. Risultando particolarmente veloce in acqua, nello stesso anno, ha deciso di passare al nuoto paralimpico. Si è tesserato con la Polha Varese, dove ha cominciato ad allenarsi a Milano sotto la guida del tecnico nazionale Massimiliano Tosin e con una leggenda come Federico Morlacchi, con il quale ha costruito un rapporto speciale, infatti “per me è come un fratellone, con lui c’è stata sintonia fin dai primi ritiri”. Agli ultimi mondiali di Londra è già passata alla storia la finale dei 100 farfalla S9 nella quale Simone e Federico hanno toccato nello stesso istante per una incredibile coincidenza la piastra del cronometro conquistando due ori mondiali ex aequo. Quasi un passaggio di consegne tra due generazioni del nuoto paralimpico italiano.

Nell’arco di poco meno di due anni ha collezionato una serie incredibile di successi: 10 ori e 2 argenti nei Campionati Italiani Giovanili FINP, 1 oro, 6 argenti e 2 bronzi nei Campionati Italiani Assoluti FINP.

Nel 2016 ha deciso di fare il grande salto e gareggiare a livello internazionale. Al suo esordio in una rassegna iridata, al IPC World Series IDM Swimming di Berlino del 2016, ha conquistato il bronzo nei 50 stile e il bronzo nei 50 dorso. A giugno 2017 ha conquistato l’oro nei 100 stile libero open al 54° Trofeo Internazionale Settecolli di Roma. Qualche mese più tardi, a ottobre, ha partecipato al Para Swimming Open Meeting di Eindhoven in Olanda, dove si è aggiudicato l’oro nei 100 stile libero e l’oro nei 50 stile libero facendo segnare anche il record europeo nei 50 m stile libero categoria S9.

A dicembre 2017 ha fatto il suo esordio in nazionale ai Campionati Mondiali IPC di Mexico City 2017, che inizialmente era stato posticipato a causa di un terremoto: “Ero lì con la nazionale per la preparazione e, mentre mangiavo, la terra ha iniziato a tremare. Per fortuna avevamo fatto le prove di evacuazione il giorno prima”. Nel corso di tutta la rassegna Simone è andato a medaglia in ognuna delle quattro gare disputate. “Per me quelle medaglie hanno un valore speciale, perché mio nonno è scomparso prima delle gare, le ho dedicate a lui. Nel complesso però è stat’esperienza

importante per me, perché è stato il coronamento di un lungo percorso e per la prima volta ho capito cosa voglia dire prepararsi per evento così importante”.

Nello specifico Simone in quell’edizione ha conquistato: due medaglie d’oro nei 50 e 100 metri stile libero, categoria S9, un argento nella 4×100 stile libero, staffetta mista a 34 punti, e un bronzo nei 100 metri dorso, categoria S9.

Nel 2018 ha partecipato ai NSW State Open Championships di Sydney (Australia) dove ha conquistato 3 ori (50-100-400 stile) e alla Coppa del Mondo di Lignano Sabbiadoro, durante la quale ha ritoccato il record europeoi con il tempo di 25.17 aggiudicandosi anche la tappa. Per sua stessa ammissione “quello di Lignano è il ricordo più bello della mia carriera finora, perché ho battuto atleti che poco prima ritenevo irraggiungibili”. Nei successivi Europei di Dublino ha conquistato 4 ori (100 stile libero S9, 50 stile libero S9 con record del mondo, staffetta 4×100 stile libero e 4×100 mista) e un argento (100 delfino).

Nella sua prima uscita del 2019, a Bologna ai Campionati Italiani Assoluti in vasca lunga, conquista 5 titoli italiani e migliora il suo Record del Mondo nei 50 stile con il tempo di 24’78, diventando il primo atleta S9 della storia ad abbattere il numero dei 25 secondi nei 50 stile libero. Qualche mese più tardi, però, ad Indianapolis, in occasione delle World Series, ritocca per la terza volta il Record Mondiale, fermando il cronometro a 24’63.

Nei Mondiali di Londra 2019 conquista 6 medaglie di cui 5 ori e 1 argento con 4 Record del Mondo (rispettivamente nei 50 stile libero S9, 100 stile libero S9, 100 dorso S9 e nella staffetta 4×100 stile libero): come detto è stata una delle stelle principali della rassegna: anche grazie al suo cospicuo bottino di vittorie l’Italia si è posizionata al primo posto del medagliere dell’intera competizione.

Palmares
  • 7 ori Mondiali + 2 argenti e 1 bronzo
  • 4 ori Europei + 1 argento
  • 19 ori Assoluti + 8 argenti e 2 bronzi
  • 10 ori Giovanili + 2 argenti