IL CALCIO NON È UN GIUOCO

Il calcio non è un giuoco, è una scienza.

Diagonali, simmetrie, calcoli matematici ed intelligenza artificiale: il calcio del terzo millennio vive di equilibri sottilissimi, che vengono studiati in allenamento e replicati in partita. Un approccio analitico, che grazie all’esperienza e alla competenza di Adriano Bacconi e di Massimo Caputi, si trasforma in un momento di scoperta delle dinamiche calcistiche più tecniche, per capire cosa ci sia dietro le prestazioni in campo e i risultati della propria squadra del cuore.

EP:35 - Panchine pesanti e Cavalli di ritorno: L'Antipasto della prossima Serie A

Il Valzer estivo delle panchine quest’anno è assomigliato tanto al gioco delle sedie.
Quando la musica si è fermata, infatti, la maggior parte dei top team del campionato si sono ritrovati con una nuova guida tecnica.
E allora i nostri due podcaster dedicano un focus a quello che sarà il nuovo approccio alla stagione da parte di squadre come Inter, Juventus, Napoli, Lazio e Roma, tutte accomunate da un cambio di allenatore rispetto allo scorso anno.
 
Per nessuno dei nuovi allenatori delle Big si tratterà della prima esperienza nel massimo campionato italiano, perciò i quesiti sono tanti e tutti di difficile risposta.
L’Allegri-bis permetterà alla Juve di partire favorita o sarà alla pari con l’Inter di Inzaghi? Sarri renderà la Lazio una macchina da gol come fece con il Napoli? O sarà José Mourinho a sparigliare le carte in tavola?
In mezzo a tutti questi interrogativi si piazzano Milan e Atalanta, rispettivamente seconda e terza forza dello scorso campionato: aver confermato Pioli e Gasperini rappresenta la volontà di voler e poter puntare allo scudetto?
 
Nonostante il calciomercato sia cominciato da poco, le portate del menù delle panchine della prossima Serie A saranno tra le più prestigiose e vincenti di sempre: una panoramica prelibata sui nuovi mister porta ogni appassionato di calcio a pensare che la nuova Serie A sarà più aperta e combattuta che mai. 
L’ultima puntata stagionale di “Il Calcio non è un Giuoco“ prova ad assaporare gli antipasti di una nuova stagione che è più vicina di quanto possa sembrare.

EP:34 - Possesso palla e gruppo unito: l’Europeo si tinge di azzurro

Euro 2020 si è chiuso con il trionfo della nazionale italiana, che ha bissato il suo primo successo nella competizione, datato 1968.
Ma cosa c’è dietro il successo del gruppo di Mancini?
Ce lo raccontano Adriano e Massimo, che elencano i capisaldi imposti dal commissario tecnico Mancini sin dal suo arrivo sulla panchina azzurra dopo la disastrosa gestione Ventura.
Dall’abbandono di un calcio difensivista fino alla scelta del possesso palla come prima ancora mentale di un gruppo unito come non mai.
I nostri due podcaster fanno anche un excursus di come sia cambiato l’approccio e la strategia di preparazione alla gara del mister di Jesi negli ultimi anni: dalla gestione dell’istinto al coraggio di cambiare sistemi di gioco e escludere campioni senza timore.
Un esempio? Insigne falso nove contro la Spagna e la sostituzione di Immobile nelle ultime due partite del torneo, ma anche il coraggio di confermare Bernardeschi e dare fiducia a Pessina e Cristante.
Il coraggio, però, non è l’unico ingrediente nel menù perfetto del Mancio: il resto dei dettagli ce lo racconta il duo Caputi-Bacconi nel nuovo episodio a due giorni dal trionfo tricolore.

EP:33 - In quattro per un sogno: la storia si scrive a Wembley

La sfida contro la Spagna è alle porte e l’europeo entra nella sua settimana conclusiva.
Ci aspetta un match dal sapore di remake, perché abbiamo affrontato le furie rosse in tutte le ultime tre edizioni del torneo.
Ma se nel 2008 e nel 2012 siamo stati sconfitti dagli iberici, nell’edizione del 2016 la nazionale di Conte gettò il cuore oltre l’ostacolo e vinse con i gol di Chiellini e Pellé.
Il difensore bianconero oggi è il capitano degli azzurri e, dopo aver fermato Lukaku, se la vedrà col suo compagno alla Juve, Alvaro Morata.
Con la testa già puntata al biliardino di Wembley, Massimo e Adriano analizzano le chiavi tattiche di una sfida storica. Rossi contro blu: chi vince affronta la vincente della gara tra Inghilterra e Danimarca.
Dalla schiacciasassi Inghilterra alla sorpresa Danimarca, i due podcasters passano in rassegna entrambe le ipotetiche squadre che l’Italia dovrà trovarsi ad affrontare nella finale per il primo o per il terzo posto.
Una delle due, l’Inghilterra, ha avuto un percorso netto e ha dilagato nell’ultima sfida contro l’Ucraina.
La Danimarca, invece, dopo lo scossone emotivo iniziale, ha giocato sorretta da un entusiasmo che riporta alla mente il loro trionfo, da underdogs, targato 1992. Oggi sono elettrizzati dalla voglia di lottare non solo per vincere il trofeo, ma per dedicarlo al proprio numero 10, Christian Eriksen, e riscrivere un nuovo capitolo della loro storia calcistica.

EP:32 - Ancora Belgio-Italia: cos’è cambiato in 5 anni?

Prosegue l’Europeo e prosegue il cammino azzurro, con la sfida contro il Belgio ormai dietro l’angolo.
Quali sono gli ingredienti necessari per battere la nazionale di Lukaku nei quarti di finale?
Massimo e Adriano esaminano la nazionale dei Diavoli Rossi, anch’essa approdata ai quarti dopo una partita combattuta e di grande sofferenza contro il Portogallo.
Ma cosa ha imparato il gruppo di Mancini nel match contro l’Austria?
Basterà il saper soffrire per accedere alla semifinale?
Cinque anni fa la nazionale azzurra di Conte sfoderò una prestazione coriacea e sconfisse il Belgio, che era favorito ma ancora acerbo.
Rispetto al 2016, però, tante cose sono cambiate da una parte e dall’altra: e allora oggi qual è la nazionale più matura?
I due host provano a mettere in luce i punti di forza del gruppo di Martinez e di quello di Mancini: l’impressione è che da questa sfida potrà addirittura emergere il nome della finalista del torneo.
Il verdetto arriverà venerdì sera. Fino ad allora, quindi, è necessario studiare l’avversario nei minimi dettagli e ipotizzare le chiavi di volta di una sfida che ha il sapore di un remake.

EP:31 - Poker d’assi in mediana: il segreto della marcia azzurra

Procede spedita la marcia della nostra nazionale agli europei.
La nuova puntata di “Il Calcio non è un Giuoco” analizza tre quesiti fondamentali che si celano dietro la prima, formidabile, fase del percorso del gruppo azzurro.
Dal dualismo Verratti/Locatelli in mediana fino all’efficace contro-pressing “a bassa latenza“ di Jorginho e Barella, passando per una corale “intensità ragionata”, Massimo e Adriano fissano la lente di ingrandimento sui capisaldi tattici di una nazionale che sembra avere mille risorse, interpreti unici nel proprio ruolo ma intercambiabili a seconda delle situazioni-chiave di partita in partita.
La testa ora è già alla prossima gara di sabato sera, in cui il gruppo di Roberto Mancini affronterà l’Austria con la stessa mentalità che le ha permesso di stravincere il girone A e chiuderlo con “zero” alla voce “gol subiti”.
Dita incrociate, mano sul cuore e inno di Mameli nelle orecchie: la fase calda di Euro 2020 è dietro l’angolo e i tifosi italiani vogliono solo continuare a gioire ed emozionarsi davanti alle prodezze di un gruppo umile, coeso e coraggioso.

EP:30 - Vizi e virtù degli azzurri: focus su Italia-Svizzera

Puntata di vigilia della seconda sfida di Euro 2020 per la nazionale azzurra di Roberto Mancini, reduce da un esaltante 3-0 al debutto contro la Turchia.
Il gruppo azzurro è galvanizzato da una prima prova convincente e solida, ma i due podcasters annunciano: spesso i punti di forza di una squadra coincidono con le sue debolezze.
E allora cosa aspettarsi dalla sfida contro la Svizzera di domani sera?
L’estro di Berardi e la gamba di Spinazzola fungeranno ancora da grimaldello oppure finiranno per rendere prevedibile la manovra della nazionale?
Il palleggio del nostro centrocampo potrebbe andare in crisi contro avversari capaci di impostare un pressing costante ed esasperato?
Adriano e Massimo, allora, giocano d’anticipo, provando a interpretare le chiavi di volta di una sfida che potrebbe già regalarci l’accesso alla fase successiva del torneo.
Dal presente al prossimo futuro, quindi, è d’obbligo cercare le chiavi tattiche in grado di regalare un’evoluzione determinante al nostro undici, apparso sempre ben bilanciato contro avversari di livello inferiore.
Oggi e domani, però, il focus è solo uno: replicare l’approccio cinico, attento e letale della gara inaugurale della competizione.
Come? La risposta è in questo nuovo episodio!

EP:29 - Mancini, Donnarumma e Insigne: l’Europeo azzurro.

Settimana di Europei, che prenderanno il via Venerdì 11, proprio con gli azzurri impegnati sul prato dello Stadio Olimpico di Roma, e la coppia Bacconi – Caputi, ci porta alla scoperta della kermesse continentale.
Una formula innovativa, con tante location coinvolte, che richiederà una particolare attenzione alla gestione delle risorse fisiche e mentali, soprattutto per le squadre che hanno l’ambizione di andare fino in fondo. Tra queste, non può certamente mancare la banda del Mancio, che si affaccia al torneo con un gruppo molto affiatato.
Massimo e Adriano passano la squadra ai raggi X, per identificarne i punti di forza e le potenziali lacune. La spina dorsale degli azzurri, analizzati reparto per reparto in questo episodio, si poggia sulle spalle larghe di Gigio Donnarumma, sicuramente un fuoriclasse tra i pali, ma che dovrà convivere con le insistenti chiacchiere di mercato sul suo conto. Davanti a lui, la difesa si ancora alla vecchia guardia Bonucci-Chiellini, ma occhio alle sorprese, perché non mancano le giovani alternative per il nostro CT. Dalla cintola in su ecco il meglio, con un centrocampo profondo, pieno di talento e molto duttile tatticamente, che ruota intorno all’imprescindibile Barella.
Ago della bilancia, alla fine, potrebbe essere Lorenzo Insigne, chiamato a far brillare l’attacco. Il talento partenopeo ha il talento per illuminare l’Olimpico, resta solo da vedere se i suoi nervi reggeranno alla pressione del compito.
I due host, infine, fanno le carte alle principali candidate al successo finale, in un pronostico davvero imperdibile.

EP:28 - Domino panchine: rifondazione o evoluzione?

Il campionato è ormai finito, ma il valzer delle panchine è già partito in quinta, con un via-vai di allenatori che è già diventato storia.
La Juventus “torna al Max” e sceglie di richiamare Allegri in panchina.
In una sola settimana cambiano allenatore anche Inter e Napoli, che assegnano le loro panchine rispettivamente a Inzaghi e Spalletti.
E allora Massimo e Adriano si interrogano su quale sarà il tecnico che prima degli altri riuscirà a portare novità vincenti alla propria squadra, a partire dal più atteso di tutti: José Mourinho.
Tra chi ha raggiunto l’obiettivo e punta a a confermarsi fino a chi necessita di una svolta per perseguire i propri piani e le proprie ambizioni future, la prossima stagione si preannuncia imprevedibile e calda, come l’estate che è ormai dietro l’angolo.
Ma il calcio non va mai in vacanza, e allora il compito di decodificare le strategie fuori-campo delle big italiane spetta ai nostri due podcaster, che con la loro lente di ingrandimento ipotizzano gli scenari futuri dell’impero Serie A e ne prevedono i prossimi dominatori.

EP:27 - Game Over della stagione: il futuro è degli Underdogs?

Puntata conclusiva della serie, all’indomani del finale thriller del campionato, che ha visto il Napoli rimanere fuori dalla prossima Champions League in favore di Milan e Juventus.
I nostri due podcasters, allora, dopo il ritorno al tricolore da parte dell’Inter, analizzano anche le “bandiere a scacchi” straniere che, così come successo in Italia, sono state tagliate per prime, in Spagna e Francia, da squadre non propriamente date per favorite ai nastri di partenza.
E allora cosa c’è dietro i trionfi di Atletico Madrid e il Lille nei campionati nazionali? La credibilità e la solidità delle storiche sta vacillando a causa della pandemia? È possibile che l’idea della Superlega, ad oggi, possa essere interpretata in maniera differente?
Infine un’analisi sulle prospettive future della Juventus, che potrebbero non prevedere  Cristiano Ronaldo, tenuto in panchina per 90 minuti a Bologna e molto chiacchierato da tifosi e addetti ai lavori nelle ultime ore.

EP:26 - Serie A: Top 5 di fine campionato

Tempo di bilanci per Adriano e Massimo, nella settimana che porta alla finale di Coppa Italia e all’ultima giornata di campionato, dove si decideranno gli ultimi verdetti, qualificazione in Champions soprattutto.
E proprio dalla “coppa con le grandi orecchie” parte l’episodio di oggi, che entra nel dettaglio della cavalcata atalantina, che per il terzo anno consecutivo si concluderà con una meritatissima partecipazione all’Europa più nobile. La banda di Gasperini, che mercoledì affronta la Juve nell’ultimo atto della Coppa Italia, è riuscita a sopperire all’addio del Papu Gomez, abilmente mascherato da una macchina perfetta, premiata da tutte le principali statistiche di rendimento del campionato. Un’eccellenza che continua ad aggiornarsi e splendere dando lustro a tutto il movimento.
Tra le altre somme da tirare a fine campionato, i big data permettono a Caputi e Bacconi di identificare anche i cinque giocatori chiave della stagione appena conclusa, in una classifica tutta da scoprire, che mette in fila il meglio del meglio di quello che abbiamo ammirato sul campo.
Infine, anche piccoli sprazzi di quel che sarà, con un’analisi preliminare dei cambianti al VAR, che dalla prossima stagione cambierà pelle, magari mettendo fine alle tante polemiche.

EP:25 - Pirlo e Juventus: Punto di non ritorno

Il tonante 3 a 0 del Milan di Pioli sulla Juventus, servito tra l’altro a domicilio, ha scoperchiato il vaso di Pandora in casa bianconera. Se ad inizio stagione sarebbe stato lecito aspettarsi un periodo di adattamento per il nuovo tecnico, Andrea Pirlo, nessuno avrebbe mai immaginato di trovare la squadra dominatrice dell’ultima decade virtualmente fuori dalla Champions a poche giornate dal termine.
Quello bianconero è stato un tonfo rumoroso, arrivato dopo un crescendo di difficoltà e con la ciliegina sulla torta della querelle Superlega che ha visto il presidente Agnelli tra i sostenitori più accesi.
Il calcio europeo va in parte ripensato, ma è lecito chiedersi se dietro lo scontro tra Juventus e UEFA ci sia una precisa strategia a medio-lungo termine da parte della dirigenza.
In questo episodio, molto a tinte bianconere, Adriano e Massimo fanno un deep dive anche nelle tematiche tecniche, analizzando in particolare l’attacco di casa Juve e i possibili terremoti estivi. Chiudono la puntata una riflessione sull’utilizzo del VAR, a seguito del caso Benevento – Cagliari, e un approfondimento sul successo dell’Inter, di cui vengono svelati alcuni segreti tattici grazie alla lettura degli analytics del Virtual Coach.

EP:24 -Conte e l’Inter: dallo scudetto ai sogni d’Europa

L’inter vince il suo scudetto, il primo vissuto interamente in era Covid, e celebra con i propri tifosi in Piazza Duomo, non senza polemiche, per una festa attesa da oltre 10 anni. Questo scudetto è l’ennesimo capolavoro della carriera di Antonio Conte, capace di spezzare l’egemonia Juventina che egli stesso aveva iniziato e che a inizio campionato sembrava destinata a proseguire.
Dietro il trionfo è possibile vedere tutto il micro-cosmo contiano, fatto di coraggio nelle scelte, di furore agonistico e di una totale osmosi tra squadra e società, che ha protetto i giocatori anche nei momenti di possibile, potenziale, sbandamento.
Next step per i nerazzurri una campagna europea ben strutturata, che non può prescindere dalla conferma di Conte, e da qualche ritocchino di mercato, a partire da un’alternativa ad Handanovic, un vice Lukaku e un nuovo nome per la fascia sinistra.
Più ampio in discorso che Massimo e Adriano riservano invece alle deluse del campionato, per le quali è doveroso fare dei distinguo. Juventus, Torino e Roma, per ripartire, dovranno innanzitutto capire chi far sedere in panchina, e per i bianconeri occhio anche all’evolversi della vicenda CR7, giunta a un punto interrogativo. Mentre invece per Milan e Napoli, la strada tracciata da Pioli e Gattuso sembra già essere quella giusta. Ma l’estate è dietro l’angolo e con essa il solito turbinio di trattative.

EP:23 - Ribaltoni all’italiana: l’ultimo miglio di Serie A è da thriller

Il campionato entra nel suo rettilineo finale a cinque giornate dal termine della stagione.
E allora ecco che arrivano i classici “ribaltoni” degli ultimi turni, con Napoli e Cagliari che stanno riuscendo a sconvolgere il copione della loro stagione, fallimentare fino alle idi di marzo.
A gennaio Gattuso sembrava essere “virtualmente esonerato” ma sta diventando artefice di un’impresa allo stesso modo di Leonardo Semplici, arrivato in Sardegna per invertire la rotta di una barca quasi del tutto affondata.
In questa puntata, allora, Adriano e Massimo, ci spiegano le strategie adottate dai due tecnici per riprendere in mano il timone delle loro squadre, che sembravano destinate ad un’annata flop.
Mentre l’Atalanta sembra un rullo compressore inarrestabile, Milan e Juventus hanno perso terreno e ora rischiano grosso a causa di una crisi di risultati potenzialmente fatale.
E se il futuro sportivo sembra quindi incerto per Juventus e Milan, allo stesso modo lo è quello societario e finanziario dell’Inter, capolista ma con un destino minacciato da un copione aperto a colpi di scena: Massimo e Adriano provano a decifrarlo per noi.

EP:22 - Superlega e pezzi di storia: c’è chi dice no.

Ormai si contano le giornate che mancano al termine della stagione, e il campionato sta iniziando ad emettere i primi verdetti. Se non proprio quelli matematici, quantomeno quelli del buon senso. L’Inter di Conte sopravvive al Napoli di Gattuso, strappando un pareggio al San Paolo nonostante gli azzurri siano riusciti, primi in stagione, a limitare Romelu Lukaku, tagliandogli i riferimenti e sporcandogli le giocate.
Nel gruppone che insegue i neroazzurri, lanciati in solitaria verso lo scudetto, spicca la vittoria dell’Atalanta sulla Juventus di Pirlo, che compatta ulteriormente le pretendenti per un posto nella prossima Champions League.
E proprio la Champions è il principale tema del dibattere odierno tra Bacconi e Caputi, a causa delle notizie recentemente trapelate sulla chiacchieratissima Superlega, e il progetto di farne il fulcro del calcio europeo del futuro. Tra le riflessioni più interessanti: le differenze tra il modello americano e quello del Vecchio Continente, che renderebbe impraticabili alcune soluzioni a lungo termine, e la perdita di valore complessivo del prodotto calcio nei confini nazionali. Cosa accadrà? Massimo e Adriano provano a decifrarlo per noi.

EP:21- Chi comanda in Serie A: concretezza o mole di gioco?

A otto giornate dal traguardo, il rush finale è molto acceso, perciò i nostri Massimo e Adriano tirano fuori dal cilindro una classifica particolare.
Una graduatoria inedita e curiosa, che evidenzia la correlazione tra alcune statistiche-chiave rilevate durante l’arco dei novanta minuti e la loro incidenza sulla composizione della classifica reale, quella che ordina le squadre sulla base dei punti raccolti sul campo.

I due podcasters analizzano “l’indice di pericolosità”: un dato che non valuta la mole di gioco prodotta dalle squadre, ma piuttosto la fase di costruzione di palle-gol.
Il coefficiente risultante decreta la facilità attraverso cui una squadra riesce a mettere un suo giocatore in condizione di tirare in porta da una posizione pericolosa.
Quindi non è considerata la conclusione, ma la fase di creazione di occasioni da rete.

Nessun umano interviene in questa rilevazione statistica: agiscono solo telecamere, algoritmi e topologia del campo.
Ne viene fuori un tabellone complessivo, scandito da attimi e centimetri che, ancora una volta, confermano che nel calcio attuale conta curare ogni dettaglio sia nella preparazione della gara che nell’analisi della stessa dopo il triplice fischio.

Dopo la chiacchierata tra Massimo e Adriano, quindi, è possibile decretare in maniera analitica se, in Serie A, a dare maggiori risultati sia la fase offensiva oppure quella difensiva.
Chicche, curiosità e nuovi dati da commentare in una nuova puntata del podcast che rende visibile ciò che nel calcio è invisibile.

EP:20 - Conte: scudetto e addio?

Inter sempre più vicina allo scudetto, e soltanto qualcosa di attualmente impronosticabile potrà toglierle il tricolore. Una squadra già forte che grazie a Giuseppe Conte può crescere ancora, ma sarà l’inizio di un ciclo vincente o un team creato ad hoc per regalare sogni di gloria lunghi soltanto una stagione?

Il mercato è già in fermento e proprio la panchina neroazzurra potrebbe essere, a sorpresa, quella che da il via ai principali cambiamenti. Proprio in funzione della prossima stagione è tema ancor più caldo quello che riguarda lo scontro diretto tra Juventus e Napoli. La partita, che profuma di vero e proprio spareggio per la Champions, avrà finalmente il suo fischio d’inizio, dopo una lunga serie di rinvii. Sfida importante sotto molti punti di vista, quale squadra si presenta in campo con il ruolo di favorita e quale invece avrà un approccio più prudente? A tutto questo rispondono Massimo Caputi e Adriano Bacconi nel corso della puntata odierna de Il Calcio non è un Giuoco, per concludere poi con una domanda che forse domanda non è: che fine ha fatto io ruolo del centravanti? Basteranno Immobile e Belotti alla nostra Nazionale in vista dell’Europeo di quest’estate o il CT Mancini dovrà cercare un altro asso nella manica.

EP:19 - Pirlo è già al capolinea?
Inizia il ballo delle panchine

La stagione si avvia verso la propria coda, e cominciano a delinearsi tendenze e primi verdetti. Difficile, per esempio, immaginare l’Inter di Conte dilapidare il gruzzoletto di punti di vantaggio che ha guadagnato sulle proprie inseguitrici. Nel gruppo delle scontente, invece, inizia ad emergere qualche malumore, che potrebbe anche tradursi in un cambio di timoniere. Il valzer delle panchine è da sempre il ballo preferito dai calciofili italiani e al momento, tra le squadre di vertice, solo le milanesi e l’Atalanta sembrano pienamente soddisfatte dei propri tecnici.La Juventus di Pirlo, uscita sconfitta in casa dalla matricola terribile, il Benevento di Inzaghi, inizia ad interrogarsi sull’azzardo di aver dato in mano una fuoriserie ad un pilota esordiente. Non se la passano certo meglio Gattuso a Napoli e Fonseca a Roma, in perenne ricerca di una fiducia senza asterischi, che però non arriva mai.Su tutti loro, a cui aggiungiamo anche un Simone Inzaghi il cui rinnovo con la Lazio continua sinistramente a tardare, si staglia la figura di Massimiliano Allegri, che dopo due anni sabbatici sembra pronto a rientrare in pista. Oggi, Massimo e Adriano discutono sulla ricetta per trovare l’allenatore giusto, l’identikit perfetto per creare identità con la piazza e con la squadra. Nessuno ha la bacchetta magica, questo è certo, ma l’episodio di oggi ci porta alla scoperta di alcune tra le numerose aree di influenza degli allenatori, che con le loro intuizioni possono decidere il corso della partita. Dalle punizioni 3.0 ai cambi di modulo fatti a partita in corso.

EP:18 - Ronaldo sì, Ronaldo no:
le motivazioni decideranno il campionato

Tanti temi caldi sulla scrivania virtuale di Massimo Caputi e di Adriano Bacconi, a partire da Sua Maestà, Cristiano Ronaldo, grande protagonista della settimana appena conclusa. Dopo la cocente eliminazione in Champions League, tra l’altro per mano del Porto, in molti hanno cominciato ad interrogarsi sul reale impatto dell’operazione-Ronaldo, tanto da un punto di vista tecnico, quanto da un punto di vista economico. Il campione portoghese ha risposto con una tonante tripletta in soli 32 minuti, stendendo il Cagliari, mostrando una motivazione feroce e dando spunti ai nostri due host per aprire il tavolo della discussione. Motivazioni che sono il motore delle prestazioni, non solo in casa Juventus, e che finiscono col cambiare i valori del campionato, giornata dopo giornata. Via via che ci avviciniamo all’ultima fetta della stagione sarà proprio la capacità di tenere alta la voglia di competere e di vincere a determinare chi saprà ottenere di più dal rush finale. E un ruolo di rilievo lo giocheranno anche i fantasisti, i vecchi numeri 10, il cui ruolo sta evolvendo alla velocità della luce, cambiando i connotati delle squadre della nostra Serie A e ridefinendo gli standard della contemporaneità.

EP:17- Conte: Prove di fuga per l’Inter

Momento decisivo nella corsa allo scudetto e tutte le squadre di testa devono fare i conti con le infermerie piene e una lunga lista di indisponibili. Il successo, però, passa anche da qui. Da Leonardo Sciascia a Ibra il passo è breve e il Diavolo allenato da Pioli ha reagito alla grande in quel di Verona, non più fatal, meritando il netto 2 a 0 finale, grazie anche alla prestazione di giocatori finora poco utilizzati, Krunic e Dalot su tutti, autori di due gol semplicemente bellissimi. Anche la Juventus di Pirlo è l’oggetto di una rivoluzione copernicana, realizzata attraverso l’intercambiabilità nei ruoli di una rosa ricchissima, con Danilo nell’inedito ruolo di centrocampista centrale a prendersi le prime pagine dei giornali. Tra le altre tendenze della stagione si registra una rinnovata attenzione al colpo di testa, un fondamentale che spesso riesce a indirizzare anche le partite più rognose e bloccate tatticamente. In cima alla speciale classifica ci sono Mancini e Ronaldo, entrambi a quota 4 centri, seguiti da Ibrahimovic e D’Ambrosio a quota 3. Roma, Juve, Milan e Inter, non a caso, le prime quattro della classe Per concludere, Massimo e Adriano, si soffermano sulle indicazioni emerse dal big match della giornata, il monday night, che ha visto la capolista Inter avere la meglio sull’Atalanta di Gasperini, sigillando un +6 sulle avversarie che inizia tanto ad assomigliare a una fuga.

EP:16 - Restart: dove passa il campionato?

Settimana sanremese e anche il campionato si veste a festa per celebrare le temperature primaverili che si registrano su tutti i campi e che sembrano anche il perfetto indicatore di un campionato che entra nella fase più calda della corsa scudetto. Le milanesi e la Juventus si contenderanno il tricolore, e l’analisi statistica avanzata mette in evidenza curiosi corsi e ricorsi storici. L’Inter di Conte e il Milan di Pioli, infatti, mostrano parametri simili a quelli della Juventus di Allegri, che attraverso un calcio pragmatico ed essenziale, ha dominato la nostra Serie A. La rivoluzione del bel gioco proposta da Pirlo, invece, rende le statistiche della Juventus versione 2021 più simili a quelle della squadra di Sarri, che il campionato lo vinse, ma non senza patemi e un’abbondante dose di critiche. Atteggiamenti tattici senza dubbio diversi, che nel caso dei bianconeri strizza l’occhio ad una manovra elaborata, per la quale forse manca un fuoriclasse nel ruolo di play. Che questo possa essere anche un valido consiglio per gli acquisti futuri?Alle spalle del terzetto più accreditato per la vittoria finale fa notizia il ritorno di Mertens, subito decisivo per le sorti del Napoli, e quella che Adriano e Massimo hanno definito come “la sindrome della Roma”, che fa la voce grossa con le piccole ma non riesce a far punti contro le grandi del campionato. Alla radice del problema c’è, ovviamente, anche una ragione tattica. Chiusura dedicata infine alle buone notizie, o almeno alle speranze, visto che alla Dacia Arena è stato testato il restart, un’innovazione tecnologica che potrebbe presto consentire il ritorno alla stadio del pubblico, e di cui Adriano ci racconta nel dettaglio.

EP:15 - La Lu-La alla conquista d’Italia. Zlatan: Il Re è nudo

Inter capolista. Inter in fuga.
Inter trascinata da un attacco atomico come quello composto da Lukaku e Lautaro Martinez, ad oggi la coppia più decisiva del nostro campionato e a pieno titolo da considerarsi anche tra le più forti d’Europa.
La copertina dell’episodio settimanale del nostro podcast è tutta dedicata quindi al tandem d’attacco nerazzurro che, ruotando intorno al centro di gravità permanente del belga (copyright Franco Battiato), riesce sempre a trovare soluzioni pericolose, come certificato anche dalla tonante vittoria nel derby dello scorso weekend.
Oggi Massimo e Adriano vanno in profondità nell’analisi tecnico-tattica della convivenza tra i due campioni, vivisezionandone le giocate e provando a spiegare le scelte difficili, se non impossibili, che pongono alle malcapitate difese avversarie.
Di contro invece, ecco che il Milan di Pioli scopre all’improvviso di avere una coperta corta, aggrappata alle spalle di Zlatan, e questo apre anche una discussione a 360 gradi sull’impatto delle rose allargate e sul vero ruolo del turn-over in questa delicata fase del campionato.
Da non perdere, infine, il rivoluzionario concetto del pass gain, che, racconta Adriano, ci permette di entrare nel dettaglio dell’incidenza del singolo passaggio sull’esito finale dell’azione intera, per capire chi, per davvero, fa la differenza con la palla tra i piedi.

EP:14 - Il triangolo di Conte Spinge l’Inter in Vetta

Apertura di puntata degna del palco dell’Ariston, con Massimo Caputi e Adriano Bacconi scatenati e in vena di contaminazioni musicali, se è vero che il primo argomento è, di fatto, un prestito dalla straordinaria discografia di Renato Zero. “Il triangolo no” diventa quindi la metafora perfetta per entrare nel dettaglio della vittoria della squadra di Conte sulla Lazio, con lo stratega nerazzurro che fa scacco matto al collega Simone Inzaghi grazie ad una novità tattica che sorprende i biancocelesti e che rilancia, in un triangolo con Lukaku e Brozovic, anche l’oggetto del mistero Eriksen. Tre punti pesantissimi per l’Inter, che vola in testa al campionato, approfittando della stecca del Milan, che proprio nella settimana che condurrà al derby, cade rovinosamente contro lo Spezia, in una partita da incubo in cui non riesce neppure a tirare in porta. Un derby della Madonnina che si preannuncia tra i più significativi e importanti della storia recente. Focus tattici anche su Roma, Napoli e Juventus, squadre forse ancora in cerca di una propria identità e della perfetta quadratura del cerchio, ma che restano in agguato, spettatrici interessate del big match del prossimo weekend. Una corsa scudetto in cui anche la “fisica quantistica” può aiutare a capirci qualcosa, ascoltare per credere.

EP:13 - Lukaku, Inzaghi e Barella: la Serie A ai raggi X

Puntata esplosiva de “il calcio non è un giuoco”, con Massimo e Adriano scatenati nello srotolare ciò che nel calcio è invisibile a favore degli ascoltatori.
L’episodio è una vera e propria discesa nei segreti tecnico-tattici del nostro campionato, con un’analisi approfondita e inedita delle dinamiche più contemporanee viste nel weekend.
Si parte con il “passo del gambero”: tendenza che sembra accomunare le tre big in testa alla classifica e che fotografa perfettamente la psicologia dietro la lotta scudetto.
Nelle pieghe dell’inverno di solito si decidono i campionati e Milan, Inter e Juve, hanno deciso di abbassare il loro baricentro in campo, giocando con maggiore accortezza difensiva e pragmatismo tattico.
Una tendenza iniziata da Pioli, che ha costruito intorno al totem Ibra una squadra capace di verticalizzare su di lui e di alleggerire la pressione.
Hanno seguito il trend anche la squadra di Conte, aggrappata al catalizzatore Lukaku e la Juventus di Pirlo che, messi in soffitta i sogni di un calcio rinascimentale, sta trovando in Morata il perfetto complemento di CR7.
Da non perdere poi due ulteriori gustosissime chicche tattiche, con Adriano e Massimo che svelano i segreti dietro ai gol di Immobile e di Barella dell’ultimo turno.
Veri e propri viaggi dentro uno spogliatoio di Serie A, con un allenatore personale che ci guida alla scoperta della costruzione del piano-partita delle squadre del nostro campionato e corredati anche di una registrazione di campo dal tempismo straordinario.

EP:12 - Reina e Mayoral: Roma e Lazio all’attacco della vetta

Finito il girone d’andata, con il Milan di Pioli in testa e tallonato dall’Inter di Conte, è arrivato il momento di iniziare a contare. Infatti, passata la prima metà di stagione, durante la quale le squadre sono più inclini alla sperimentazione tattica e allo sviluppo dei giovani, si entra ora nella fase in cui ogni punto conta davvero, per raggiungere le tanto ambite quote salvezza, Europa, Champions.
La classifica corta restituisce però l’immagine di un campionato senza padroni, in cui i risultati di ogni settimana possono ribaltare le forze in campo.
Questa volta sono state le romane, capaci di dare una sferzata alla propria classifica grazie a due squillanti vittorie.
Nella Lazio di Inzaghi, spicca la leadership tecnico-emotiva di Pepe Reina: inossidabile, che con la qualità delle sue giocate coi piedi è risultato determinante nella vittoria sull’Atalanta di Gasperini, lanciatissima prima di questa sfida.
Mentre sul versante giallorosso è l’attacco a tenere banco, con Borja Mayoral che ha saputo sostituire alla grande Dzeko, il gigante deluso del mercato invernale, e dove il ritorno di El Shaarawy apre le porte a nuovi sogni di grandezza.
E saranno forse proprio i “bomber di scorta” ad essere l’ago della bilancia della stagione, se è vero che nelle ultime settimane, tra il mercato e la rinascita di punte che sembravano perse tra panchina e tribuna, abbiamo assistito ad una vera rivoluzione in attacco.
Mandzukic, Lasagna e Llorente hanno cambiato casacca, mentre Destro e il sopracitato Mayoral si sono appropriati dell’attacco di Genoa e Roma.
Basterà per raggiungere le milanesi?

EP:11 - É un Paese per vecchi: Ibra, Ronaldo, Vidal e Dzeko a Caccia dello Scudetto

Si chiude il girone d’andata e il Milan di Pioli, pur perdendo nettamente con l’Atalanta in casa, si conferma in testa alla classifica, tallonato da un Inter incapace di cogliere l’attimo, e bloccata sul

pareggio in quel di Udine. I rossoneri iniziano forse a soffrire di vertigini, e la pressione a tutto campo della banda di Gasperini ha evidenziato alcune crepe nel gioco milanista, in cui il neo acquisto Meité ha fatto rimpiangere l’assente Calhanoglu. La Dea si conferma squadra dal valore assoluto, come confermato anche dalle statistiche avanzate, che la mettono in cima alle classifiche di rendimento, insieme al sorprendente Verona di Juric, allievo di Gasperini stesso. Però, a stimolare le riflessioni più interessanti di Massimo e di Adriano è l’età media dei giocatori simbolo delle squadre in lotta per lo scudetto. Da Ibra a Ronaldo, da Vidal a Dzeko, quanto conterà il fattore età nella parte decisiva del campionato?

EP:10 -Barella, Bastoni e Insigne: squilli azzurri nel cuore dell’inverno

Il Milan di Pioli sconfigge il Cagliari e si conferma in cima alla classica, ma le vittorie più rilevanti del turno appena concluso sono sicuramente quelle di Inter e Lazio. Nei due big match, infatti, sono le squadre di Conte e Inzaghi a mettere la museruola rispettivamente a Juve e Roma, dando uno scossone importante a classifica e morale. La svolta tattica è stata in entrambe le partite

l’abbassamento del baricentro, che ha aperto praterie in ripartenza per le frecce d’attacco I nerazzurri in particolare, hanno regolano la squadra di Pirlo con un 2 a 0, ancor più netto nei fatti di quanto non sia nei numeri, forti di una gestione da squadra matura della pressione alta dei bianconeri, e grazie anche alle prove maiuscole di Bastoni e Barella, che si stanno confermando talenti di rango anche in chiave azzurra. Passo indietro inatteso per la Juventus, che in controtendenza con il recente passato, ha messo in mostra un gioco avulso, poca cattiveria agonistica e un Ronaldo lontano dai tempi migliori. Agli squilli azzurri si iscrive anche Insigne, ormai pienamente realizzato nel progetto tattico di Gattuso, che ha guidato il Napoli al roboante 6 a 0 contro una irriconoscibile Fiorentina.

EP:9 - Milan: uno per tutti e tutti per uno

Il Milan di Pioli allunga il passo, trascinato dalle spalle larghe di Franck Kessie e, soprattutto, da una chimica di squadra che persino le statistiche più avanzate faticano a spiegare. I rossoneri mettono in campo una precisa identità di gioco, vero punto di forza di questo girone d’andata, mentre le altre contendenti, Inter, Juve e Roma su tutte, sono ancora alla ricerca della ricetta magica per ottenere la continuità necessaria per cambiare marcia. In un clima di incertezza, quindi, sono gli allenatori ad essere le vere rockstar, con Gasperini, Juric e Fonseca a suonare la carica delle innovazioni tattiche più riuscite della stagione. Occhio però ai ribaltamenti, già dal prossimo turno, dove ci aspettano il derby di Roma e il derby d’Italia, che Massimo e Adriano hanno provato a giocare per noi.

EP:8 - Lukaku, Dzeko, Zapata e la pensione del Falso Nueve

È Romelu Lukaku a guidare la “rivincita dei centravanti”, che hanno definitivamente ripreso il controllo delle aree di rigore nostrane. Sembra quasi ad un’era geologica di distanza, infatti, la moda spagnoleggiante del falso nueve, che in questo campionato lascia decisamente il passo alla riscoperta delle punte di peso. Il gigante belga, per esempio, partecipa attivamente alla manovra dei suoi, dispensando un mix irresistibile di spallate alla vecchia maniera e di tocchi sopraffini. Un ritorno al passato certificato anche dai gol di Ronaldo, Zapata, Immobile, Destro e Dzeko, tutti a segno nella stessa giornata: una vera rarità. A questi si sommano anche gli assist di Petagna, chiamato a sostituire Osimhen, finito sulla lista dei cattivi a causa di un protocollo Covid seguito non esattamente alla lettera. Una compagnia numerosa, quella del “7 in condotta”, che per svariate ragioni vede ingrossare le proprie fila, tra errori in campo e incomprensioni fuori. Dietro la lavagna con il nigeriano ci sono anche il Papu Gomez, Filip Djuricic, Sandro Tonali e Arturo Vidal.

EP:7 - Ibra e Lukaku, carica scudetto: il miglior attacco è l’attacco

Puntata di fine anno per Massimo e Adriano, che porta in dote un bella dose di fuochi d’artificio per tutti gli amanti del pallone nostrano. Il campionato, infatti, è vivo e frizzante e l’avvicinarsi dello “scudetto d’inverno”, che come il potere “logora solo chi non ce l’ha”, suggerisce interessanti riflessioni sul proseguo del torneo. A rubare l’occhio, dopo questi primi mesi di calcio tricolore, è certamente la percentuale di vittorie in trasferta, che registra una crescita notevole rispetto al passato; segnale di una maggior spavalderia delle squadre on the road. A questo fa eco la grande novità della stagione: gli attacchi atomici di Milan e Inter, che guidati dai rispettivi bomber Ibrahimovic e Lukaku, stanno scardinando un assunto vecchio di decenni, secondo il quale, per cullare sogni di scudetto, il miglior attacco sarebbe la difesa.

EP:6 - Pirlo, Conte e Pioli: Una Poltrona per Tre

Edizione pre-natalizia per Adriano e Massimo, e per l’occasione rispolveriamo un classico del cinema dicembrino. Le tre big storiche del campionato italiano, infatti, sembrano staccarsi dal resto delle pretendenti e quasi lanciare una volatona per il titolo di campione d’inverno. Dietro le vittorie di Juventus, Inter e Milan, ci sono le filosofie di tre allenatori capaci di dare un’identità forte alle proprie squadre. La Juve impressiona con la sua potenza di fuoco, il Milan risponde con lo schema più veloce di sempre e l’Inter non molla grazie al totem Lukaku. Alle loro spalle spiccano il successo della Lazio sul Napoli, trascinata dalla scarpa d’oro Immobile, e quello dell’Atalanta sulla Roma, che con un 4 a 1 tonante silenzia il Papu-gate.

EP:5 - Dybala come Cruijff e il Futuro del Campionato

Come ogni settimana, Massimo e Adriano, ci portano alla scoperta di ciò che nel calcio sembra invisibile ma che spesso decide il risultato, tra moduli, interpretazioni tattiche e ricorsi storici. Oggi si parte con la Juve di Pirlo che cambia pelle passando dal Moraldo al Dybaldo e rilanciando l’argentino in coppia con il Re portoghese. La sua interpretazione a tutto campo ha richiamato alla memoria l’Olanda del calcio totale e messo paura al resto delle pretendenti in campionato. Un campionato in cui anche il ruolo del portiere si sta velocemente trasformando, soprattutto al vertice, premiando chi sa giocare con i piedi e aiutare l’impostazione dal basso. Tanta carne al fuoco, dunque per Bacconi e Caputi, che ci accompagnano per mano verso la fase più calda e densa di partite di tutta la stagione.

EP:4 - La Casa di carta e l’Invasione dei Trequartisti

Anche questa settimana Massimo e Adriano vivisezionano la giornata di campionato, portandoci dentro alle statistiche avanzate per proiettarci nel calcio del futuro. Dal Milan capolista che viaggia a una media scudetto e che, curiosamente, fa più punti quando Ibra è fermo ai box di quanti ne faccia col suo totem in campo, fino alla re-invenzione del ruolo del trequartista, che sta rivoluzionando i moduli della nostra serie A. Passando a che per un’analisi approfondita di come le dinamiche di campo stiamo cambiando con il VAR. Cosa c’entra “La casa di carta”? Ascoltare per credere.

EP:3 - I Metodisti e il Pibe de Oro

Tra metodisti senza tempo, le visioni tattiche di Andrea Pirlo e un ricordo inedito di Maradona, Massimo e Adriano ci portano alla scoperta delle più interessanti statistiche e dinamiche della giornata appena conclusa. Dal metodista, ruolo vecchio di quasi cent’anni tornato prepotentemente d’attualità in questa stagione, passando per i vorrei dell’allenatore della Juventus, che ancora non riesce a vedere le sue idee realizzarsi compiutamente in campo; fino alla differenza tra pressing e pressione, il segreto alla base della super vittoria dell’inter sulla cenerentola Sassuolo. Chiude l’episodio un racconto esclusivo dell’incontro tra Adriano e il Pibe de Oro.

EP:2 - Tra Zlatan e Topologia

A poche ore dalla fine del big match del San Paolo, Adriano e Massimo, ci raccontano i numeri dietro alla straordinaria doppietta di Ibra, che lancia il Milan in testa alla classifica. L’analisi della giornata diventa una continua scoperta analitica, alla ricerca delle novità del calcio moderno, tra diagonali offensive, topologia del movimento tra reparti e l’evoluzione del ruolo del terzino.

EP:1 - Rinascimento Italiano

La nostra Nazionale sta inanellando un filotto di ottimi risultati, corroborati anche da un gioco fresco e spumeggiante. Merito di Mancini? Sicuramente. Ma cosa si cela dietro il suo modulo, le sue idee e il rendimento messo in campo dagli azzurri?
Tra le geometrie asimmetriche e le regole del calcio piazzato manovrate, oggi Massimo e Adriano raccontano della nuova Italia, dandoci un assaggio del calcio del futuro.